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Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

ISSN 1824-1670

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G.Mosconi
Recensione a/01
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Gianfranco Mosconi

"BARKER Andrew, Euterpe. Ricerche sulla musica greca e romana, a cura di Franca Perusino e Eleonora Rocconi, ETS, Pisa 2002" - 163 pp.

<--- Perciò, la lettura di questi due saggi conclusivi rappresenteranno per molti una sorta di rivelazione, capace di restituire un senso all'aridità un po' astratta che spesso viene comunicata dalle esposizioni della teoria musicale greca.
Ed è questo, in fondo, il merito complessivo di tutto il volume: per la ricchezza di spunti di riflessione, per l'abile compenetrazione di approcci disciplinari diversi, per la sagacia metodologica, per aver reso 'molto' il 'poco' che abbiamo o crediamo di avere sulla musica antica, infine anche per l'adozione di un linguaggio che - come si è detto - rifugge dal tecnicismo fine a sé stesso e che quindi si offre a tutti coloro che possiedono anche ridotte competenze di teoria musicale moderna (perfino nei capp. IX e X), la lettura di questo volume deve essere raccomandata non ai soli specialisti, ma a tutti coloro che si occupano di antichità, i quali si vedranno offerta, della musica antica, un'immagine meno esoterica ed esangue di quanto solitamente avviene.
Un altro aspetto degno di menzione, solo apparentemente secondario, è la costante attenzione rivolta a tenere ben distinte, nel corso dell'argomentazione, le acquisizioni sulle quali l'A. ritenga di potersi esprimere con certezza, dalle proposte esegetiche che vengono doverosamente offerte come un contributo alla ricerca ma di cui, altrettanto doverosamente, viene fatta presente la natura ipotetica11; in alcuni punti viene fatto ampio spazio all'apprezzamento e all'utilizzazione dei risultati di ricerche dovute ad altri studiosi, riconoscendone i meriti, senza che per questo si rinunci a distaccarsene quando appare necessario12; in un caso è esplicita la rinuncia a tesi precedentemente enunciate dall'A. stesso13.
Quanto mai necessaria in un settore ove, per riprendere le parole di Settis citate all'inizio, la "tensione drammatica fra quello che sappiamo del nostro passato e quello che ne ignoriamo (la più parte)" e "il nostro desiderio di riempire le lacune della documentazione, l'impulso irresistibile ad interrogarci su quello che abbiamo perduto per sempre" possono condurre a prendere per certo l'incerto, e a costruire in seguito castelli di ipotesi su fondamenta di ipotesi, tale cautela e onestà intellettuali rappresentano comunque un'altra lezione di metodo da parte dell'A., non limitata all'oggetto specifico della musica antica, ma degna di essere meditata da ogni studioso delle scienze non esatte.



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