Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology
[ September 2003 No.01 ]
Note:
- Vd. Egert Pöhlmann - Martin L. West, Documents of Ancient Greek Music. The extant melodies and fragments edited and transcribed with commentary, Clarendon Press, Oxford 2001.
- Giovanni Comotti, La musica nella cultura greca e romana, Torino 19791, 19912 (si cita da questĠultima edizione), p. 4.
- Salvatore Settis, La musica perduta dei Greci, in "Dioniso" 1, 2002, pp. 102-107 (= Introduzione in AA.VV., Grecia. Atti del convegno Mittelfest 2001. Inaugurazione. Cividale del Friuli 20 luglio 2001, Mittelfest in coproduzione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, Trieste 2002, pp. 11-17; citaz. da p. 17).
- La più parte presso l'Istituto di Filologia Classica dell'Università di Urbino (due di questi testi sono stati presentati a Ravenna presso la Facoltà di Beni Culturali dell'Università di Bologna, e a Cremona presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale dell'Università di Pavia).
- Dal punto di vista della coerenza interna, un appunto che si può muovere non tanto all'A. quanto alle Curatrici è l'aver lasciato imprecisati i rimandi interni suggeriti dall'A. (vd. a p. 63, ad es., la sommaria indicazione "in un capitolo precedente..."; cfr. p.51, p. 90 n. 6, p. 128, p. 136), il che ovviamente può costituire un piccolo problema per chi voglia leggere solo alcuni capitoli o saggi dell'opera; la mole ridotta del volume, comunque, rende tale problema non gravoso. In ogni caso, sono presenti un "Indice dei nomi propri citati" e un "Indice dei passi citati". Nel caso del cap. III, poi, non viene segnalato che l'A. ne ha pubblicato una ampia parte sotto forma di articolo a sé stante: Andrew Barker, La musica di Stesicoro, in "Quad. Urbinati di Cultura Class.", 97, n.s. 68, 1, 2001, pp. 7-20.
- Su questo aspetto mi permetto di rimandare alle rapide considerazioni fatte da chi scrive nel § 4 di "De musicis": una rassegna telematica per lo studio delle musiche antiche come fatto storico, articolo di prossima pubblicazione nella "Riv. di Cult. Classica e Medievale", 2004.
- Rimando ancora alle sintetiche osservazioni fatte in "De musicis", cit., § 4.
- Ciò avviene in particolare a livello di ricezione da parte del pubblico (analogamente a quanto dovette avvenire nell'Atene di V sec. a.C.), come mostrano repertori orchestrali e programmi delle stagioni sinfoniche, ove le composizioni di autori anteriori a tale cesura (o comunque inseribili nel filone tradizionale: Rachmaninov, R. Strauss, Sibelius...) prevalgono in larga misura. Sulla tecnica della 'piramide della popolarità' ricavata dall'analisi dei programmi concertistici, elaborata da John H. Mueller (The American Symphony Orchestra. A Social History of Musical Taste, Westport, Conn., 1951), vd. Luigi Del Grosso Destreri, Sociologia delle musiche. Teorie e modelli di ricerca, Milano 2002, pp. 85-92.
- Su Ptol. harm. 2, 12, alla letteratura citata da Barker (p. 85 n. 2), si aggiunga ora Claudio Tolemeo, La Scienza Armonica. Saggio critico, traduzione e commento di Massimo Raffa, introduzione di Paola Radici Colace, Edizioni A. Sfameni, Messina 2002, ad loc.
- A. Barker, Le fonti della antica musica greca, in Fede Berti e Donatella Restani (a cura di), Lo Specchio della Musica. Iconografia musicale nella ceramica attica di Spina, Bologna 1988, pp. 9-17, citaz. da p. 9.
- Vd. ad es. p.19: "Possiamo quindi concludere tranquillamente che non fu così"; p.52: "Vorrei concludere questo studio su Stesicoro con alcune osservazioni a proposito del puzzle che non sono stato capace di risolvere"; p. 53: "Sto per suggerire due ipotesi, ma devo sottolineare che sono entrambe estremamente congetturali"; p. 61: "conclusioni certe rischiano di dare adito a congetture più o meno rischiose e immaginose. Non tutti saranno convinti dalle mie interpretazioni, ma spero almeno di offrire alcuni dettagli interessanti e degni di attenzione»; p. 68: "questa è solo una deduzione, neppure troppo certa".
- Vd. p.45, laddove, dopo aver ricordato l'articolo di Martin West su Stesicoro (Stesichorus, in "Class. Quart. ", 21, 1971, pp. 302-314) come "lo studio migliore sullĠargomento", Barker precisa: "Io mi muoverò sulle tracce di quell'articolo, ma proverò anche a colmare alcuni vuoti che credo abbia lasciato".
- Vd. p.73: "In uno dei miei libri ho tradotto l'espressione meta plasmatos "in uno stile elaborato" [...]. Adesso mi accorgo che ciò non può essere vero".