JIIA.it

Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

3<--- 4



Emiliana Mastrobattista

"Le indagini archeometriche applicate all'edilizia, pittura e mosaico dell'Insula del Centenario"
Resoconto della Giornata di studio di Archeometria tenutasi a Parma il 2 aprile 2004
Note | Abstract | Immagini |

<--- Alla questione tecnica si collega anche l'indagine mirata all'individuazione delle sostanze organiche eventualmente impiegate per l'esecuzione delle pitture murali. Lo studio è affidato ad Antonella Casoli e Carla Violante dell'Università di Parma. Sui primi 17 campioni fin ora analizzati con la gascromatografia combinata con la spettrometria di massa (GC-MS) non sono stati trovati segnali relativi alla presenza di materiale organico di tipo proteico o lipidico. è un dato importante perché, seppur nella esiguità del numero dei campioni esaminati, -ma le indagini si estenderanno attraverso la prossima campagna di campionatura prevista per il giugno 2004- sembra venire ancora una volta confermata l'ipotesi che gli antichi pictores pompeiani abbiano fatto uso della sola tecnica ad affresco.
La presenza delle sostanze organiche si lega, invece, frequentemente ai restauri moderni, la cui individuazione è facilitata dalla fluorescenza in luce ultravioletta, tipologia d'indagine affidata per una prima sperimentazione a Roberto Negri e Achille Bonazzi dell'Università di Parma. Nella prima fase di indagine sono state esaminati alcuni "quadri dipinti" dell'edificio. La tecnica, molto usata nel campo del restauro di dipinti mobili, sembra non aver avuto fin qui applicazione sistematica sulla pittura pompeiana, forse a causa delle difficoltà pratiche di realizzazione in condizioni favorevoli di buio e per gli ancora non risolti problemi di acquisizione delle immagini in fluorescenza attraverso la ripresa fotografica digitale e tradizionale nella particolare situazione pompeiana. A Roberto Negri si devono anche delle interessanti osservazioni nate da una attenta lettura macroscopica delle murature della domus, che riguardano alcuni aspetti del "saper fare degli antichi" in materia di montaggio dei muri, dal risparmio della calce all'allineamento del muro, dal reimpiego dei materiali di cantiere alla preparazione della malta.
Lo studio dei mosaici, infine, è affidato all'unità di ricerca dell'Università di Modena e Reggio Emilia e CNR IRTEC Faenza, guidata da Cristina Leonelli. Gli obiettivi della ricerca sono la caratterizzazione dei materiali lapidei, ceramici e vetrosi provenienti dai mosaici del ninfeo dell'Insula e degli altri ninfei a scala presenti a Pompei (una particolare tipologia che conta una dozzina di esemplari), la ricostruzione delle tecnologie di produzione, la provenienza dei materiali, l'ipotesi di datazione, l'individuazione delle tecniche di messa in opera dei mosaici, la valutazione del degrado, la proposta di restauro e la valorizzazione.
Le indagini sono effettuate mediante analisi non distruttive (microscopia ottica, Sem, XRD, colorimetria) e microdistruttive (analisi chimiche, diffrattometriche, spettrometro di fluorescenza rX). Tra i risultati più interessanti della prima fase della ricerca si segnala lo studio della tessera verde smaltata con interno di colore rosso presente in un motivo a pelte sulle paraste del ninfeo. Attraverso le analisi svolte è stato possibile riconoscere l'interno di colore rosso nel nucleo non degradato del campione. Si è potuto, in questo modo, ricostruire la vicenda di questo straordinario viraggio dal rosso al verde, causato, si pensa, dal calore dell'eruzione, ricomponendo così l'originaria cromia del mosaico (figg.3-4).




3<--- 4

Pubblicazione periodica telematica registrata presso il Tribunale di Frosinone con il n.303/2003 | Testata associata all'USPI | Informazioni sulla rivista | Informazioni sul copyright | Trattamento dei dati personali | Note per gli autori | Contact |