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Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

Lingue e culture del Mediterraneo antico

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Indice degli Abstracts:
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Sebastiana N. Consolo Langher


TITOLO: "Gli Elimi tra Punici e Greci nella storia e nei trattati interstatali tra VI e IV sec. a.C.."

Nell'ambito dei problemi riguardanti la storia dei centri elimi un aspetto fondamentale riguarda la loro alterna condizione, di indipendenza o di subordinazione, rispetto ai principali referenti della Sicilia: i Cartaginesi e i Greci.
Indispensabile l'esegesi dei trattati fra Cartagine e Siracusa, specificanti le relative aree egemoniche, e preziose le eventuali indicazioni dei tipi monetali per rapporti reciproci o alleanze esterne.
Tracce di una symmachia elimo-cartaginese, in cui Segesta appare collegata con Cartagine contro Selinunte, si trovano in Diodoro, sia anteriormente alla spedizione di Pentatlo, sia più tardi al tempo dell'arrivo di Dorieo. Un'eco dei rapporti tra Segesta e Atene (in un periodo in cui si pone - tra 480 e 410 a.C. - un certo disimpegno punico per la Sicilia) si trova in un trattato probabilmente collocabile intorno al 460 a.C.
Nel trattato fra Dionisio I e Cartagine, del 405 a.C., le città elime risultano ufficialmente assegnate all'area egemonica punica. Indicato anche dalla graduale punicizzazione di Erice, attestata dai documenti archeologici, il controllo punico del territorio elimo e sicano risulta confermato allorché (nonostante la conquista siracusana di Erice nel 397 a.C. e nonostante l'offensiva dionigiana contro Mozia del 396 a.C.) Entella, Alicie, Segesta ed Erice si allineano contro Solunto e Panormo nel riconoscere l'egemonia di Cartagine.
Sul piano istituzionale sembra lecito cogliere, già al tempo dell'ambasciata ateniese a Segesta, il riflesso di una sympoliteia tra Segesta ed Erice: espressione non tanto di un trattato fra le due città, quanto piuttosto sintomo dell'esistenza di un koinon elimo, confermato dalla particolare monetazione delle città stesse.
Anche nella storia di Entella del IV sec. a.C. sono riscontrabili indizi di un koinon, nel cui ambito probabilmente Entella concederà ai Segestani (intorno al 309-307 a.C.) la isopolitia e si conieranno serie bronzee entelline con il tipo siracusano di Demetra.
I numerosi fermenti indipendentisti che in età di Timoleonte agitano il mondo elimo conducono Entella, Nakone ed Erice alla symmachia con Timoleonte contro Cartagine, documentata dalle relative serie bronzee con il tipo del cavallo libero (341/340 a.C.).
Ma il trattato del 338 a.C. fra Timoleonte ed i Cartaginesi, confermando il fiume Alykos quale confine tra area di tutela punica ed area di tutela siracusana, riconduce gli Elimi a Cartagine, che ne sopprime ora l'indipendenza, imponendo tasse e vietando il diritto di monetare.
Nel 307 a.C. una intesa (indicata per Segesta da DIOD., XX, 71, 1) collega Entella, Segesta ed Erice con Siracusa, probabilmente insieme con Nakone e Iaitia; magistrature e tipi monetali comuni confermano il collegamento reciproco di queste città all'interno di un sistema comune con capitale Segesta (forse influenzato da forme di governo vigenti a Cipro). Nello stesso anno (novembre del 307 a.C.) Segesta, che per probabili influenze di ambito filopunico aveva negato finanziamenti ad Agatocle, sarà da lui punita e rifondata con il nome di Diceopoli.
Nel 306/305 a.C. il trattato fra Agatocle e Cartagine assegna di nuovo gli Elimi all'area di egemonia punica. Ma qualche decennio dopo, durante la campagna di Pirro, Segesta, Alicie e Iaitia passano, assieme a Selinunte, dalla parte greca (DIOD., XXII, 10, 4).
L'adesione sembra soprattutto identificarsi con l'aspirazione ad un nuovo intervento esterno unificatore che - scomparso Pirro - sarà costituito da Roma.

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