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Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

Lingue e culture del Mediterraneo antico

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Anne Jacquemin


TITOLO: "I grandi santuari greci e la guerra attraverso la documentazione epigrafica."

Se con l'espressione "grandi santuari" s'intende "santuari comuni a tutti i Greci" - cioé santuari della periodos - quattro sono i santuari da evocare: Olimpia, Delfi, Istmo e Nemea. Ma come le guerre Persiane hanno avuto un ruolo maggiore nell'affermazione del tipo di santuario comune nato all'inizio del VI secolo a. C., sarebbero soltanto tre a causa della neutralità argiva. Altri santuari tuttavia sono grandi per la loro importanza locale o regionale e per il tentativo dello Stato, loro padrone, di dare loro uno statuto quasi panellenico.
Due tipi maggiori di iscrizioni che provengono dai santuari possono essere in rapporto con il tema della guerra: le dediche e i documenti di finanza. Nel primo caso alcune iscrizioni sono contemporanee al combattimento e alla dedica stessa, altre invece sono dei poemi descrittivi che corrispondono ad una esaltazione della vittoria divenuta degna di memoria, ma possono anche essere dei falsi storici che fanno storia. L'importante, nelle dediche, è il modo in cui si parla del nemico, di dare il suo nome preciso o di non farlo. Con le dediche si vede la guerra come modo di arricchire i santuari. Ma quel rapporto non è il solo rapporto economico che unisce guerra e santuario. Se gli inventari registrano le offerte di vittoria come le armi dei vinti, le iscrizioni di conti mostrano i prestiti per la guerra, fatti alle città dalle divinità che tutelano i santuari, i rimborsi talvolta forzati.
Lo studio dell'epigrafia di santuario offre la possibilità di vedere il rapporto dei Greci con il sacro nel tempo della guerra, di scoprire la frontiera non sempre stabile tra il lecito e il proibito nell'usare dei beni sacrali. Offre anche l'occasione di interrogarsi sul carattere univoco o meno del panellenismo nel corso del periodo classico, di chiedersi se è la stessa cosa dedicare a Delfi e a Olimpia, di farlo prima o dopo la guerra Peloponnesiaca.

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