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Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

Lingue e culture del Mediterraneo antico

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Indice degli Abstracts:
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Pier Francesco Fabbri, Roberta Schettino, Stefano Vassallo


TITOLO: "Lo scavo delle sepolture della necropoli di Himera Pestavecchia (Palermo)."

In questa comunicazione saranno analizzati i dati ricavati dagli scavi effettuati nella necropoli orientale di Himera nella prima metà degli anni '90. In particolare ci occuperemo di un ampio campione di sepolture (n=868) rinvenute in proprietà Royal Himera, analizzando i dati relativi all'orientamento, alla tipologia tombale, alla distribuzione topografica, alla presenza di corredo, alla posizione di giacitura dello scheletro. Per un campione ridotto (n=67) ricavato dal precedente, analizzeremo i dati tafonomici, per valutare come possano consentire di approfondire l'interpretazione dei ritrovamenti.
L'orientamento più frequente (>50%) delle sepolture rinvenute è parallelo o quasi parallelo alla linea di costa (E-O).
Tra le tipologie tombali, la sepoltura in vaso è la più numerosa (n=490), relativa, nella quasi totalità dei casi, a individui immaturi; questa tipologia è frequentissima tra le sepolture più antiche, più rara tra le più recenti.
La sepoltura in fossa terragna si colloca al secondo posto per numero di rinvenimenti (n=305) ed è attestata una consistente minoranza di tomba "a cappuccina" (n=44). Soltanto le sepolture in vaso mostrano una certa tendenza a raggrupparsi nel settore orientale dell'area di necropoli esaminata, mentre le altre tipologie tombali hanno distribuzione uniforme. Il corredo funebre era presente in circa un terzo delle sepolture rinvenute. La posizione dello scheletro, nelle inumazioni non in vaso, era generalmente in decubito dorsale con arti superiori distesi ai lati del tronco e arti inferiori distesi e paralleli, ma non mancavano esempi di scheletri in decubito laterale o anche, molto raramente, dorsale.
L'analisi dettagliata del campione ridotto ha consentito di evidenziare che i cadaveri, subito dopo la deposizione nella tomba, erano quasi sempre ricoperti di terra. Questa pratica, unita alle caratteristiche del terreno del sito, ha consentito generalmente una perfetta conservazione delle connessioni anatomiche e, in alcuni casi, anche la conservazione del volume cadaverico.
La variabilità nella posizione di giacitura, anche se non eccessiva, può essere collegata alle condizioni sociali dei defunti o all'utilizzazione di particolari rituali funebri, quali, ad esempio, il sudario.

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