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Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology

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Aniello Parma

"Per un nuovo corpus dei decreta decurionum delle città romane d'Italia e delle province occidentali."

Note | Bibliografia | Immagini | Abstract | Nota bio-bibliografica di A.Parma |

Chi scrive sta lavorando da qualche tempo ad uno studio sulle complesse competenze dell'ordo decurionum nell'amministrazione cittadina dei primi secoli dell'impero, determinando i settori e le modalità di intervento dell'ordo decurionum nella vita politica, sociale ed economica delle città romane, delineando nel contempo il funzionamento dell'assemblea decurionale. Il raggiungimento di questo scopo passa attraverso una più ampia e complessiva interpretazione di un cospicuo numero di epigrafi che riportano, in modo più o meno fedele ed esteso, la diretta menzione di una deliberazione del consiglio decurionale municipale, sia che l'epitome sia tramandata completamente, sia che ne restino poche frasi. Sono quindi escluse le menzioni indirette di decreta quali si trovano negli elogia epigrafici municipali, come ad esempio: huic decuriones ob merita eius statuam censuerunt (o simili).
Le iscrizioni, che riportano direttamente decreta decurionum o sue parti, sono fonti documentarie di prima mano sull'amministrazione cittadina e in alcuni casi ci permettono di apprendere procedure e competenze dell'ordo che non conoscevamo affatto o solo in modo generico. Infine, talvolta attraverso l'illustrazione di una prassi diversa dalle procedure descritte dalle fonti giuridiche o letterarie a noi note, possono addirittura modificare le nostre convinzioni nella complessa materia della gestione amministrativa municipale in età romana.
Per tutti questi motivi chi scrive sta preparando un'edizione critica dei testi epigrafici dei decreta decurionum: ordinata secondo regione e città di appartenenza, realizzata mediante controllo autoptico delle singole iscrizioni ancora conservate, illustrata per ogni singolo decreto da un adeguato commento storico e giuridico, arricchita da un ormai indispensabile corredo di foto e completata, oltre che dagli indici più comuni, anche da uno con i lemmi latini e greci in contesto.
La nuova edizione è stata resa necessaria dalla constatazione che la precedente silloge, The Municipal Decrees of the Roman West, pubblicata ormai più di trenta anni fa da Robert Sherk, risulta oggi gravemente insufficiente non solo perché incompleta e, carente nell'esposizione dei testi, che non sono stati controllati sugli originali, ma anche perché priva di apparato critico e di riproduzioni fotografiche, oltre che di un adeguato riferimento alle leges municipales allora note (ancora non era stata scoperta la lex Irnitana). Infine va detto che in questi anni la documentazione epigrafica dei decreta decurionum si è, per nostra fortuna, arricchita di molti nuovi esemplari, degni di particolare attenzione: cito per tutti, l'importante decreto decurionale da Puteoli, del II sec. d. C., concernente la concessione del diritto di superficie su suolo pubblico al collegio degli Augustali, edito recentemente da Giuseppe Camodeca (AE 1999, 423). Ma a questo aumento concorrono anche non poche iscrizioni, già edite da tempo, e soltanto ora riconosciute quali frammenti di decreta decurionali.
Un attento esame delle diverse edizioni poi ha permesso di eliminare duplicazioni di decreta: ad es., un frammento di decretum, ora al Museo Campano di Capua, pubblicato come inedito sul finire degli anni '80 (AE. 1989, 176), è in realtà da identificare con uno già segnalato dal Pratilli, ritrovato nel 1730 nei pressi di Teano, e poi erroneamente considerato un falso dal Mommsen per la dichiarata sfiducia verso le informazioni epigrafiche che venivano da questo erudito (CIL X 613*); nel 1883 fu infine ritrovato da Iannelli e riconosciuto come genuino da Ihm, che lo inserì nell'Ephemeris Epigraphica (VIII 575).
In questa raccolta ho ritenuto opportuno inserire anche un'epistula dei duoviri e dei decuriones di Forum Sempronii, la quale, pur non essendo un vero e proprio decreto, ha comunque una stretta affinità con le attività dell'ordo (CIL XI 6123). --->

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