"La più bella città dei mortali": così Pindaro (1) definì Agrigento, città che consumò la sua avventura in una parabola di meno di due secoli, ma che realizzò modelli di sviluppo che, altrove, nelle città greche d'occidente, vennero elaborati in più generazioni.
Sulla base di segnalazioni storiografiche e di documentazione archeologica è stato possibile stabilire il 580 a.C. come data convenzionale per la fondazione dell'antica Akragas.
Dopo la battaglia di Imera del 480 a.C., la tirannide di Terone caratterizzò l'età dell'oro della storia di Agrigento (fig. 1) che ancora fa spettacolo di sé attraverso i monumenti e i templi.
Le testimonianze archeologiche ci confermano che Akragas era una colonia con una economia prospera e il tenore di vita degli abitanti vissuti durante l'acme della sua potenza, doveva certamente essere alto. L'affermazione di Empedocle tramandataci da Diogene Laerzio, secondo il quale "gli agrigentini si godono il lusso come se domani dovessero morire, ma costruiscono palazzi come per vivere in eterno" (2), trova riscontro nei numerosi e ricchi corredi rinvenuti all'interno delle necropoli agrigentine.
Le necropoli arcaiche e del V sec. a.C. si estendono nella valle dei fiumi Hypsas ad ovest ed Akragas ad est della città (fig.2). La più estesa, la più ricca e senz'altro la più antica è la necropoli della valle dell'Hypsas in Contrada Pezzino (3).
La necropoli, dal 1980, è stata analizzata in modo sistematico dal Prof. De Miro e dalla Soprintendenza di Agrigento; da tali interventi si sono potuti definire i caratteri dell'organizzazione, della cronologia, della tipologia delle sepolture, i riti e il corredo funebre. Le tombe, collocate in un'area affollatissima, evidenziano elementi di organizzazione sepolcrale con la presenza di una strada che separa due aree e situazioni di raggruppamento su base familiare. La tipologia delle sepolture è comune agli altri centri della Sicilia: vi sono, infatti, tombe a cassa semplice, tombe a fossa e sepolture in anforoni e pithoi a ventre lacerato per l'inumazione di bambini e per l'incenerimento di adulti. Il rito assolutamente predominante è l'inumazione e generalmente la disposizione dei cadaveri è con il cranio rivolto ad est.
Il corredo funebre si trova sempre all'interno della tomba: nei casi di sepoltura in vasi il corredo può trovarsi all'esterno ed è costituito in prevalenza da ceramiche di varie forme e con varie raffigurazioni: queste ultime, in alcuni casi, offrono lo spunto per riflettere sulle credenze religiose e sui riti funebri. Nelle tombe femminili è sempre presente la pisside e l'ago di bronzo, nelle tombe dei bambini è frequente la presenza del guttus, mentre nelle tombe maschili possono trovarsi attrezzi agricoli, giavellotti di bronzo, strigili, coltelli di ferro e punte di frecce. Dall'esame degli oggetti deposti si evince che ad Akragas i cittadini privilegiavano oggetti raffinati molti dei quali importati dalla madre patria.
Il corredo è composto da oggetti appartenuti alla vita del defunto, riflesso di una pratica funeraria con la quale, nel periodo di lutto, si tendeva ad assumere un comportamento rituale teso a favorire il passaggio dalla condizione di vivi a quella di morti (4).
L'indagine compiuta sulle necropoli è stata indirizzata verso l'individuazione di differenze sincroniche di classi sociali, di differenze etniche o di assimilazioni, in base a diversi rituali, di fratture ideologiche e sociali nei vari periodi. I rituali funerari entrano nella sfera del sacro ed esprimono, secondo segni qualificanti, le strette connessioni che nelle società antiche si instaurano con le credenze religiose. I corredi funerari, formati da oggetti appositamente raccolti e raggruppati, costituiscono un contesto chiuso deliberatamente finalizzato a trasmettere un messaggio che non sempre è facile interpretare. Sembra però possibile almeno trarre delle ipotesi generali sul significato che gli antichi davano al corredo funebre in relazione alla concezione relativa al mondo dei morti nel mondo greco.
Gli oggetti del corredo esprimono quelle funzioni che renderanno il defunto degno di memoria, quindi immortale. Egli assume un ruolo attivo e il corredo che lo accompagna gli è necessario ad effettuare il passaggio nell'al di là e per risiedere nel nuovo mondo (5). --->